martedì 8 gennaio 2019

Piccoli suicidi tra amici


Primo libro del 2019! E' la seconda volta che do il via ad una nuova annata di letture con il Paasilinna, fu così anche nel 2015 con "L'anno della lepre", prima opera letta di quest'autore. 


Purtroppo Arto Paasilinna ci ha lasciati ad Ottobre e tutti i suoi libri esposti da Feltrinelli, in sua memoria, nelle bellissime edizioni Iperborea, mi hanno rammentato che ne volevo approfondire la lettura.
Un po' ovunque è scritta la sua curiosa biografia: guardiaboschi, giornalista e scrittore. Tre identità che unite alla sua nazionalità finlandese caratterizzano in modo particolare le sue opere.
Ho letto anche su Repubblica che la sua nascita fu rocambolesca, si racconta infatti che venne alla luce il 20 aprile 1942 a Kittilä, in Lapponia,  a bordo di un camion in fuga di fronte all'avanzata dell'Armata Rossa. 
Paasilinna è famoso per il suo umorismo che sfiora quasi l'assurdo... e che direi che questa sua caratteristica trionfa in "Piccoli suicidi tra amici", dove la voglia di morire di un gruppo di persone,"i suicidandi", si trasforma in una specie di tour delle meraviglie d'Europa su un pullman di gran lusso.
In questo libro praticamente via via che i personaggi entrano in scena si scoprono i molteplici aspetti delle debolezze e delle fragilità umane.
Si comprende, che almeno per qualcuno, vi è una soluzione al suicidio o alla disperazione, basta solo "vivere come se non ci fosse un domani" e, al di là degli eccessi sfrenati che si concedono i nostri protagonisti , non vi è nulla di più vero. Il segreto è nel non avere più troppa paura delle conseguenze e della propria quotidianità ma soprattutto nello spalancare spensieratamente gli occhi alla bellezza che ci circonda. A volte funziona!

In ultimo questo libro mi ha fatto riflettere con le osservazioni a pag. 159/160/161 sulla società finlandese, da me costantamente esaltata dalla mattina alla sera per il suo grado di civiltà, ma che leggendo questo righe ha fatto vacillare un po' le mie convinzioni.
Ad ogni popolo le proprie sciagure!






"in questa vita la cosa più seria è la morte; ma neanche quella più di tanto" p.7

"...ogni giorno è per ciascuno sempre il primo della vita che gli resta da vivere, anche se siamo troppo occupati per rendercene conto. Solo chi si è spinto fino alla soglia della morte comprende che cosa vuol dire in pratica l'inizio di una nuova vita" p.24

"Perchè diventi casa, un appartamento condominiale deve essere abitato da una donna. Se lei se ne va, o muore, la casa torna ad essere semplicemente un edificio, una baracca, un buco" p.51

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